Introduzione
Negli ultimi anni, molti liberi professionisti e piccoli imprenditori hanno scelto di avviare una partita IVA e, tra le varie opzioni fiscali disponibili, il regime forfettario ha attirato particolare attenzione. Questo sistema fiscale semplificato offre vantaggi significativi, ma ci sono anche alcuni svantaggi che meritano di essere considerati. Alla luce delle attuali normative e delle previsioni future, è fondamentale analizzare se il regime forfettario convenga anche in vista dei calcoli 2026 e delle eventuali modifiche fiscali che si possono prospettare.
Cos’è la Partita IVA e il regime forfettario
La partita IVA è un codice identificativo che permette a un soggetto di esercitare un’attività economica. Questa registrazione è obbligatoria per chi desidera effettuare vendita di beni o prestazione di servizi con valore economico. Il regime forfettario è una delle opzioni fiscali disponibili per le persone fisiche che svolgono attività economiche. Esso consente di determinare il reddito imponibile applicando un’aliquota forfettaria sui ricavi percepiti, che varia in base al tipo di attività svolta. Questo significa che non è necessario tenere una contabilità complessa, facilitando la gestione delle proprie finanze.
Vantaggi del regime forfettario
Tra i principali vantaggi e svantaggi del regime forfettario, possiamo innanzitutto evidenziare la semplificazione burocratica. Non è richiesta la registrazione dettagliata delle fatture emesse e ricevute, il che riduce notevolmente il carico di lavoro per il professionista. Inoltre, il regime prevede la possibilità di usufruire di un’imposizione fiscale ridotta per chi rispetta determinati limiti di reddito. Ad esempio, attualmente, per i professionisti il limite di fatturato è fissato a 85.000 euro.
Un ulteriore vantaggio è l’assenza dell’obbligo di applicazione dell’IVA sulle operazioni. Ciò significa che i clienti non devono pagare l’IVA sulle fatture, rendendo il servizio più competitivo rispetto a chi opera in un regime ordinario.
Infine, i contributi previdenziali possono essere calcolati in base al reddito forfettario, offrendo ulteriore risparmio e una gestione più agevole delle proprie e delle altrui risorse.
Svantaggi del regime forfettario
Tuttavia, il regime forfettario non è privo di svantaggi. Uno dei principali è la limitazione della deducibilità delle spese. A differenza del regime ordinario, dove si possono dedurre tutte le spese necessarie all’esercizio dell’attività, nel forfettario le spese sono deducibili in modo forfettario, sulla base di percentuali stabilite per ciascun settore. Questo può risultare svantaggioso per coloro che sostengono costi elevati nella loro attività.
Inoltre, esiste la possibilità che il limite di fatturato, stabilito per rimanere nel regime forfettario, possa essere raggiunto rapidamente, costringendo il professionista a passare a un regime fiscale più complesso e oneroso dal punto di vista contabile. Infine, la mancanza di detrazioni IVA può rendere più costosa l’acquisto di beni e servizi, aumentando le spese di gestione complessive.
Calcoli e proiezioni per il 2026
Analizzando i calcoli 2026, è importante considerare che dal 2024 è prevista una revisione della normativa sulla partita IVA. Ciò implica una possibile modifica delle soglie di accesso al regime forfettario e delle aliquote applicabili. Pertanto, per i professionisti attivi nel prossimo triennio, è utile fare delle simulazioni considerando i ricavi previsti e le spese che si prevede di sostenere.
Ad esempio, se un libero professionista prevede di fatturare 70.000 euro nel 2026, applicando un coefficiente di redditività del 78%, il reddito imponibile sarebbe di 54.600 euro, sul quale si calcoleranno le imposte. Se la tassazione è fissata al 15%, l’imposta dovuta si ridurrebbe a 8.190 euro. Comparando questo importo con la possibilità di operare in un regime ordinario, dove si dovrebbero considerare anche i costi e l’IVA, il regime forfettario potrebbe risultare ancora vantaggioso.
Tuttavia, occorre tenere presente che i cambiamenti normativi previsti potrebbero influenzare significativamente le condizioni di accesso e le stesse aliquote, rendendo quindi indispensabile un’analisi periodica e un monitoraggio attento delle novità fiscali.
Conclusioni
In conclusione, la valutazione della convenienza del regime forfettario per chi detiene una partita IVA è una questione complessa che richiede un’analisi individuale delle proprie condizioni economiche e delle previsioni future. I vantaggi e svantaggi devono essere ponderati attentamente, alla luce delle proiezioni e dei calcoli 2026. Per molti liberi professionisti, soprattutto coloro che non superano i limiti di fatturato e non hanno elevate spese operative, il regime forfettario potrebbe ancora risultare una scelta privilegiata e favorevole in termini di convenienza fiscale.
Tuttavia, è sempre consigliabile consultare un professionista fiscale esperto per analizzare specificamente la propria situazione e per rimanere aggiornati sulle novità legislative in arrivo, specialmente in un contesto economico così dinamico.




